Un contributo per la retta dei nidi: dalla Regione voucher per i genitori che lavorano
A disposizione per il prossimo anno scolastico 3 milioni e 700 mila euro che potranno essere utilizzati per a parziale copertura della retta d’iscrizione a nidi privati autorizzati. Un intervento rivolto anche ai figli dei lavorati atipici
22 febbraio 2010 Poter mandare il proprio figlio al nido può giocare un ruolo importante nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro di mamme e papà e nel favorirne l’occupazione. Anche per l’anno scolastico 2010-2011 la Regione, in collaborazione con i Comuni e con il contributo del Fondo sociale europeo, mette a disposizione dei genitori che lavorano voucher per rendere più accessibile la retta di iscrizione ai nidi d’infanzia.
In tutto sono state destinate risorse per 3 milioni e 700 mila euro, circa 700 mila euro in più rispetto all’anno scorso, per far fronte a un aumento di richiesta da parte dei Comuni di circa il 61%: un incremento dovuto al maggior numero dei posti messi a disposizione dai nidi privati rispetto a quelli del precedente anno scolastico e alla stima effettuata dai Comuni su una più alta risposta delle famiglie. I contributi saranno erogati sotto forma di 15 mila assegni dal valore massimo di 250 euro al mese di cui potranno beneficiare quest’anno circa 1.400 famiglie.
Possono richiedere il voucher famiglie che rispondono a precisi requisiti: entrambi i genitori - o uno solo in caso di famiglie mono genitoriali - devono essere occupati come lavoratori dipendenti, parasubordinati, autonomi od associati, condizione che devono mantenere per tutto il periodo in cui beneficiano dell’assegno. Inoltre l’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) non deve essere superiore a 35mila euro.
In anticipo rispetto all’anno precedente, la Regione ha già approvato l’elenco delle candidature presentate da 22 associazioni di Comuni, sulla base dei posti disponibili nei nidi privati e in base alla stima delle esigenze delle famiglie. Questo consentirà ai Comuni di inserire già da adesso l’offerta dei posti con voucher nei loro bandi per i servizi dell’infanzia.
Saranno i Comuni stessi ad erogare i voucher che potranno essere utilizzati per l’accesso a strutture private autorizzate, quali nidi, micronidi, sezioni primavera, nidi part-time, nidi aziendali, piccoli gruppi educativi ed educatrici domiciliari. Le strutture devono però garantire un tempo di frequenza minimo di sei ore giornaliere, i pasti e un minimo di apertura di 190 giorni all’anno.
Sempre ai Comuni spetta il compito di inserire i posti con voucher nei propri bandi pubblici per i servizi all’infanzia,a ricevere le domande e a costruire le graduatorie, sulla base delle quali la Regione provvederà nei prossimi mesi ad impegnare le risorse finanziarie e a trasferirle alle associazioni di comuni.

Con questo intervento la Regione intende contribuire all’aumento della percentuale di bambini inseriti nei nidi d’infanzia, come previsto dall’Unione europea nell’ambito della strategia per l’occupazione, che fissa al 2010 un obiettivo del 33 per cento.
In tutto sono state destinate risorse per 3 milioni e 700 mila euro, circa 700 mila euro in più rispetto all’anno scorso, per far fronte a un aumento di richiesta da parte dei Comuni di circa il 61%: un incremento dovuto al maggior numero dei posti messi a disposizione dai nidi privati rispetto a quelli del precedente anno scolastico e alla stima effettuata dai Comuni su una più alta risposta delle famiglie. I contributi saranno erogati sotto forma di 15 mila assegni dal valore massimo di 250 euro al mese di cui potranno beneficiare quest’anno circa 1.400 famiglie.
Possono richiedere il voucher famiglie che rispondono a precisi requisiti: entrambi i genitori - o uno solo in caso di famiglie mono genitoriali - devono essere occupati come lavoratori dipendenti, parasubordinati, autonomi od associati, condizione che devono mantenere per tutto il periodo in cui beneficiano dell’assegno. Inoltre l’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) non deve essere superiore a 35mila euro.
In anticipo rispetto all’anno precedente, la Regione ha già approvato l’elenco delle candidature presentate da 22 associazioni di Comuni, sulla base dei posti disponibili nei nidi privati e in base alla stima delle esigenze delle famiglie. Questo consentirà ai Comuni di inserire già da adesso l’offerta dei posti con voucher nei loro bandi per i servizi dell’infanzia.
Saranno i Comuni stessi ad erogare i voucher che potranno essere utilizzati per l’accesso a strutture private autorizzate, quali nidi, micronidi, sezioni primavera, nidi part-time, nidi aziendali, piccoli gruppi educativi ed educatrici domiciliari. Le strutture devono però garantire un tempo di frequenza minimo di sei ore giornaliere, i pasti e un minimo di apertura di 190 giorni all’anno.
Sempre ai Comuni spetta il compito di inserire i posti con voucher nei propri bandi pubblici per i servizi all’infanzia,
Con questo intervento la Regione intende contribuire all’aumento della percentuale di bambini inseriti nei nidi d’infanzia, come previsto dall’Unione europea nell’ambito della strategia per l’occupazione, che fissa al 2010 un obiettivo del 33 per cento.

