Con Spinner 462 persone accompagnate lungo la strada dell’innovazione
I risultati del programma regionale per la qualificazione delle risorse umane nel campo della ricerca e della tecnologia
04 febbraio 2010 Il programma Spinner 2013 comincia a dare i suoi frutti. La Regione fa il bilancio dei risultati raggiunti negli ultimi 18 mesi sulla strada dell’innovazione in Emilia-Romagna. I dati sono stati presentati durante il seminario “Il senso nuovo del lavoro. Spinner 2013: risultati e sviluppi”, che si è tenuto questa mattina a Bologna all’Oratorio San Filippo Neri. Ma intanto sono già state resi noti alcuni importanti traguardi: 252 aspiranti imprenditori potranno dare vita a 66 nuove imprese ad alta tecnologia. 177 esperti in ricerca applicata e trasferimento tecnologico e 33 specialisti dell'innovazione organizzativa e manageriale saranno protagonisti di nuovi progetti. In tutto 462 persone, prevalentemente under 35, sono state sostenute grazie un investimento complessivo di oltre 6 milioni di euro.
In questo modo è stato possibile promuovere la qualificazione attraverso borse di ricerca, servizi e incentivi. Così giovani laureati, dottorandi e, dall’anno scorso, anche persone con alta formazione a rischio di perdita del lavoro, sono state messe in una rete che le connette con il tessuto produttivo regionale e le valorizza come motore dello sviluppo.
Ma chi sono le persone che hanno partecipato al programma Spinner? I proponenti appartengono per la maggior parte alla fascia d’età tra i 25 e i 34 anni. Più giovani quelli che hanno proposto progetti di trasferimento tecnologico (28 anni in media), più maturi gli aspiranti imprenditori (33,2 anni). Il 92% è almeno laureato: prevalgono ingegneria con il 33,1%, seguita dall'area chimico-farmaceutica con il 14,2% e da quella geo-biologica con il 13,6%. La maggior parte degli ammessi proviene da Bologna (28,4%), seguita da Ferrara (17,7%), Modena (13,6%), Parma (11%) e Forlì-Cesena (8,7%), Reggio Emilia (6,9%) e Ravenna (6,1%). Rispetto alle 786 domande pervenute alla fine del 2009 (prima della scadenza dei bandi), sono stati ammessi il 58,8% dei progetti.
I 66 progetti d'impresa sostenuti da Spinner 2013 sono nati soprattutto nel settore dei servizi alle imprese e chimico-elettrico, ma anche in quello dell’informatica, manifattura, industria alimentare, assistenza sanitaria, beni culturali e turismo.
I 177 progetti di trasferimento tecnologico interessano soprattutto i settori biomedicale e agroalimentare (circa il 30%), seguiti da automazione e meccanica, chimica industriale, informatica e chimica farmaceutica. Il programma Spinner - giunto alla seconda edizione avviatasi nella prima metà del 2008 - è finanziato dal Fondo Sociale Europeo ed è gestito dal consorzio omonimo, costituito da Aster, Fondazione Alma Mater e Invitalia. La presenza dell’iniziativa sul territorio è assicurata attraverso gli Spinner Point aperti a Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Cesena presso Università ed Enti di ricerca.
In questo modo è stato possibile promuovere la qualificazione attraverso borse di ricerca, servizi e incentivi. Così giovani laureati, dottorandi e, dall’anno scorso, anche persone con alta formazione a rischio di perdita del lavoro, sono state messe in una rete che le connette con il tessuto produttivo regionale e le valorizza come motore dello sviluppo.
Ma chi sono le persone che hanno partecipato al programma Spinner? I proponenti appartengono per la maggior parte alla fascia d’età tra i 25 e i 34 anni. Più giovani quelli che hanno proposto progetti di trasferimento tecnologico (28 anni in media), più maturi gli aspiranti imprenditori (33,2 anni). Il 92% è almeno laureato: prevalgono ingegneria con il 33,1%, seguita dall'area chimico-farmaceutica con il 14,2% e da quella geo-biologica con il 13,6%. La maggior parte degli ammessi proviene da Bologna (28,4%), seguita da Ferrara (17,7%), Modena (13,6%), Parma (11%) e Forlì-Cesena (8,7%), Reggio Emilia (6,9%) e Ravenna (6,1%). Rispetto alle 786 domande pervenute alla fine del 2009 (prima della scadenza dei bandi), sono stati ammessi il 58,8% dei progetti.
I 66 progetti d'impresa sostenuti da Spinner 2013 sono nati soprattutto nel settore dei servizi alle imprese e chimico-elettrico, ma anche in quello dell’informatica, manifattura, industria alimentare, assistenza sanitaria, beni culturali e turismo.
I 177 progetti di trasferimento tecnologico interessano soprattutto i settori biomedicale e agroalimentare (circa il 30%), seguiti da automazione e meccanica, chimica industriale, informatica e chimica farmaceutica. Il programma Spinner - giunto alla seconda edizione avviatasi nella prima metà del 2008 - è finanziato dal Fondo Sociale Europeo ed è gestito dal consorzio omonimo, costituito da Aster, Fondazione Alma Mater e Invitalia. La presenza dell’iniziativa sul territorio è assicurata attraverso gli Spinner Point aperti a Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Cesena presso Università ed Enti di ricerca.

