Accordo tra Regione e Alma Mater per i tecnopoli di Bologna e Romagna
122 nuovi ricercatori svolgeranno il 70% del lavoro. Sette i Centri interdipartimentali di ricerca industriale che muoveranno i primi passi nei laboratori dell’ateneo su 4 province
03 febbraio 2010 L’assunzione di 122 nuovi ricercatori e 45 milioni di euro in tre anni. Tanto vale l’accordo di programma siglato tra Regione e Università di Bologna per dare vita ai tecnopoli di Bologna e Romagna della Rete regionale per l’Alta Tecnologia. Nell’attesa che le nuove cittadella della ricerca siano edificate o ristrutturate saranno infatti i laboratori e i dipartimenti dell’Università di Bologna a ospitare i ricercatori e le attività di ricerca industriale, innovazione e trasferimento tecnologico.
Nell’ambito dell’ateneo nasceranno così sette Centri interdipartimentali di ricerca industriale (Ciri), articolati su più province. I centri saranno formati da gruppi di ricercatori in parte già in organico nell’ateneo (364 per equivalenti 49 full-time triennali), in parte di nuova assunzione. (122 per il 60 per cento con un contratto di almeno 3 anni, equivalenti a 105 full-time triennali). L’attività sarà quindi svolta per quasi il 70 per cento da ricercatori neo-assunti che andranno a popolare parte delle nuove sedi dei tecnopoli.
Le risorse messe a disposizione dall’accordo sono ripartite tra i diversi settori della ricerca. 10.2 milioni e 44 ricercatori, di cui 31 neo-assunti andranno al Ciri meccanica avanzata e materiali, la cui sede centrale sarà a Bologna. Sempre il capoluogo regionale accoglierà il Ciri di scienze della vita e tecnologie della salute, con 6,5 milioni e 25 ricercatori (18 neo-assunti) e quello di edilizia e costruzioni, con 7,5 milioni e 34 ricercatori (23 neo-assunti); a Ravenna ma anche a Rimini le sedi principali del centro energia e ambiente che potrà contare su 4,7 milioni e 21 ricercatori (16 neo-assunti); Cesena ospiterà la sede principale del centro agroalimentare che si aggiudica 4,2 milioni e 21 ricercatori (15 neo-assunti); Forlì quello di aeronautica con 5,8 milioni e 9 ricercatori (7 neo-assunti), mentre in provincia di Forlì-Cesena troverà la sede principale il centro di tecnologia per l'informazione e la comunicazione (Ict) con 2,8 milioni e 17 ricercatori (12 nuovi).
All’investimento, che riguarda quasi un quarto dei nuovi ricercatori complessivi (in tutto saranno 520), contribuiscono in parti uguali Regione e ateneo. Le risorse sono rivolte in gran parte a coprire l’attività degli studiosi (circa 22 milioni), il costo delle attrezzature scientifiche (12 milioni) e le spese dirette per materiali e forniture (8 milioni).
3 milioni sono poi destinati al recupero delle gallerie ex Caproni di Predappio, mentre il resto delle opere di edilizia, per un investimento di complessivi 13 milioni, sono frutto di accordi tra Regione ed enti locali. Saranno numerosi infatti i cantieri edili che sorgeranno per le nuove infrastrutture. A Bologna interesseranno i 100mila mq della ex manifattura tabacchi, a Ravenna i 1.500 mq da ristrutturare nell’area portuale, a Faenza si alzerà di un piano il parco scientifico-tecnologico Torricelli per 800 mq, a Forlì si costruiranno 1.350 mq presso l’area del polo tecnologico dell’aeroporto (oltre al recupero dei 6000 mq delle gallerie ex Caproni), a Cesena sono da ristrutturare 1.330 mq nell’area adiacente a villa Almerici, e a Rimini si recupereranno 1.370 mq dell’ex macello comunale.
Nell’ambito dell’ateneo nasceranno così sette Centri interdipartimentali di ricerca industriale (Ciri), articolati su più province. I centri saranno formati da gruppi di ricercatori in parte già in organico nell’ateneo (364 per equivalenti 49 full-time triennali), in parte di nuova assunzione. (122 per il 60 per cento con un contratto di almeno 3 anni, equivalenti a 105 full-time triennali). L’attività sarà quindi svolta per quasi il 70 per cento da ricercatori neo-assunti che andranno a popolare parte delle nuove sedi dei tecnopoli.
Le risorse messe a disposizione dall’accordo sono ripartite tra i diversi settori della ricerca. 10.2 milioni e 44 ricercatori, di cui 31 neo-assunti andranno al Ciri meccanica avanzata e materiali, la cui sede centrale sarà a Bologna. Sempre il capoluogo regionale accoglierà il Ciri di scienze della vita e tecnologie della salute, con 6,5 milioni e 25 ricercatori (18 neo-assunti) e quello di edilizia e costruzioni, con 7,5 milioni e 34 ricercatori (23 neo-assunti); a Ravenna ma anche a Rimini le sedi principali del centro energia e ambiente che potrà contare su 4,7 milioni e 21 ricercatori (16 neo-assunti); Cesena ospiterà la sede principale del centro agroalimentare che si aggiudica 4,2 milioni e 21 ricercatori (15 neo-assunti); Forlì quello di aeronautica con 5,8 milioni e 9 ricercatori (7 neo-assunti), mentre in provincia di Forlì-Cesena troverà la sede principale il centro di tecnologia per l'informazione e la comunicazione (Ict) con 2,8 milioni e 17 ricercatori (12 nuovi).
All’investimento, che riguarda quasi un quarto dei nuovi ricercatori complessivi (in tutto saranno 520), contribuiscono in parti uguali Regione e ateneo. Le risorse sono rivolte in gran parte a coprire l’attività degli studiosi (circa 22 milioni), il costo delle attrezzature scientifiche (12 milioni) e le spese dirette per materiali e forniture (8 milioni).
3 milioni sono poi destinati al recupero delle gallerie ex Caproni di Predappio, mentre il resto delle opere di edilizia, per un investimento di complessivi 13 milioni, sono frutto di accordi tra Regione ed enti locali. Saranno numerosi infatti i cantieri edili che sorgeranno per le nuove infrastrutture. A Bologna interesseranno i 100mila mq della ex manifattura tabacchi, a Ravenna i 1.500 mq da ristrutturare nell’area portuale, a Faenza si alzerà di un piano il parco scientifico-tecnologico Torricelli per 800 mq, a Forlì si costruiranno 1.350 mq presso l’area del polo tecnologico dell’aeroporto (oltre al recupero dei 6000 mq delle gallerie ex Caproni), a Cesena sono da ristrutturare 1.330 mq nell’area adiacente a villa Almerici, e a Rimini si recupereranno 1.370 mq dell’ex macello comunale.

