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Congedo di maternità anche per i lavoratori autonomi

L’Unione europea fissa un periodo minimo di 14 settimane sia per le lavoratrici stesse che per mogli o conviventi “coaudivanti” degli autonomi

30 giugno 2010 Almeno 14 settimane di congedo di maternità per le lavoratrici autonome e per le partner di lavoratori autonomi. Il Consiglio dell’Unione Europea, sulla base di una proposta vincolante di modifica di una direttiva dell’Ue formulata dal Parlamento europeo, ha inserito una misura che aumenta la protezione sociale tra questa categoria di lavoratori. Una realtà che comprende non solo i liberi professionisti che scelgono di esercitare la loro professione in proprio, ma anche tutti coloro che per lavorare sono stati costretti ad aprire una partita iva e che rappresentano una nuova e sempre più frequente forma di lavoro atipico, spesso priva delle tutele dei lavoratori dipendenti ma anche dell’autonomia che caratterizza coloro che davvero operano in proprio. La normativa per la prima volta va nella direzione di migliorare la loro protezione sociale, in particolare tra le donne, tutelandone i diritti della maternità.

Secondo il Parlamento europeo gli Stati membri devono infatti garantire un livello standard di protezione sociale, di cui fanno parte le indennità di congedo di maternità per almeno 14 settimane, periodo minimo di congedo retribuito previsto per le lavoratrici dipendenti dalla direttiva Ue sul congedo di maternità.

Indicazione che riguarda le lavoratrici autonome e anche le partner (mogli o conviventi) dei lavoratori autonomi. Spetta poi a ciascun Stato membro ¿ secondo gli emendamenti compromissori concordati con il Consiglio ¿ il compito di decidere se il pagamento per l’adesione ai regimi di assicurazione (che copre il congedo di maternità, malattia, invalidità e vecchiaia) debba essere obbligatorio per le lavoratrici autonome oppure se vi possano accedere volontariamente. Sempre gli Stati membri possono decidere se l’assistenza sociale sia proporzionale alla partecipazione nelle attività del lavoratore autonomo oppure al livello di contribuzione.

Obiettivo dell’Unione europea è quello di aggiornare una legge già esistente per garantire gli stessi standard di diritto alla protezione sociale alle lavoratrici autonome e alle cosiddette "coniugi o conviventi coadiuvanti" degli autonomi, quelle, cioè, che senza risultare lavoratrici dipendenti abitualmente aiutano mariti o compagni nel loro lavoro autonomo, fenomeno che spesso si riscontra nel settore agricolo, nelle piccole imprese e anche nelle libere professioni).

Gli Stati membri hanno due anni di tempo per implementare le modifiche alla direttiva, o quattro anni nel caso trovino difficoltà nel reperire le risorse per garantire l’indennità.