DALLA STAMPA - “Lavoratori autonomi, in fumo 500mila posti”
In un articolo de “La Repubblica” i dati sull’impatto della crisi tra le varie forme di occupazione indipendente
12 maggio 2010 Anche i lavoratori “indipendenti” negli ultimi due anni e mezzo hanno subito pesantemente le conseguenze della crisi economica. Sono stati diffusi dall’Istat i dati sui posti di lavoro persi nel sistema atipico dal secondo trimestre 2007 alla fine del 2009: in tutto sarebbero 503 mila a livello nazionale, una perdita pari all’8,1%. La notizia è apparsa su “La Repubblica” di martedì 11 maggio in un articolo che presenta i dati relativi alle diverse forme di occupazione atipica nelle principali aree geografiche del Paese.
Oltre la metà dei posti persi tra gli autonomi si trova al nord, dove la categoria è calata di 257 mila unità (126 mila al Nord Est, 130 mila al Nord Ovest). Segue il Sud, con 174 mila posti andati in fumo, il 34,6%, mentre al Centro diminuiscono del 14,5% (73 mila unità).
Ad essere più colpito dalla è il cosiddetto popolo delle partite Iva, coloro che lavorano in propri nei servizi: la categoria perde 241 mila posti, ovvero il 47,9%. Ma la recessione, sottolinea il quotidiano, falcidia anche i collaboratori, circa 110 mila, e molte piccole attività commerciali e artigiane con la forma giuridica di impresa individuale. Tra queste microimprese a chiudere i battenti sono state in 72 mila nel periodo considerato, circa il 14,3% del totale.
Gli unici indipendenti che sulla carta sono aumentati, fa notare ancora l’articolo, sono i liberi professionisti. Per la categoria c’è stato un incremento del 5,1%: ce ne sono infatti 26 mila in più.
Oltre la metà dei posti persi tra gli autonomi si trova al nord, dove la categoria è calata di 257 mila unità (126 mila al Nord Est, 130 mila al Nord Ovest). Segue il Sud, con 174 mila posti andati in fumo, il 34,6%, mentre al Centro diminuiscono del 14,5% (73 mila unità).
Ad essere più colpito dalla è il cosiddetto popolo delle partite Iva, coloro che lavorano in propri nei servizi: la categoria perde 241 mila posti, ovvero il 47,9%. Ma la recessione, sottolinea il quotidiano, falcidia anche i collaboratori, circa 110 mila, e molte piccole attività commerciali e artigiane con la forma giuridica di impresa individuale. Tra queste microimprese a chiudere i battenti sono state in 72 mila nel periodo considerato, circa il 14,3% del totale.
Gli unici indipendenti che sulla carta sono aumentati, fa notare ancora l’articolo, sono i liberi professionisti. Per la categoria c’è stato un incremento del 5,1%: ce ne sono infatti 26 mila in più.

