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DALLA STAMPA - “Il sindacato si apre alle partite Iva”

Sul Sole 24 Ore una panoramica sulle categorie delle tre sigle confederali che danno voce ai lavoratori autonomi, un bacino potenziale di 5,5 milioni di lavoratori

21 maggio 2010 Il target potenziale comprende 2 milioni di professionisti iscritti agli ordini e oltre 3,5 milioni di lavoratori che esercitano attività professionali non regolamentate. È una scommessa importante quella giocata dai sindacati confederali che stanno iniziando ad allargare l’orizzonte della rappresentanza agli autonomi. I “nuovi paria”, li definisce il Sole 24 Ore in un articolo del 12 maggio 2010 che fa il punto sull’evoluzione del mondo sindacale, che cerca di recuperare terreno nella rappresentanza di queste nuove forme di occupazione, spesso prive di tutele ed esposti ai rischi della crisi. Tra loro, anche una fetta rilevante di collaboratori costretti ad aprire una partita Iva per accollarsi il costo totale dei contributi. Nell’articolo, oltre a un breve identikit su queste figure professionali, la loro condizione e le retribuzioni medie, anche l’elenco degli organismi sindacali e i loro principali obiettivi.

Sono tre le sigle principali scese in campo a difesa della categoria delle partite Iva. La Cgil all’inizio di febbraio ha lanciato la Consulta del lavoro professionale che si affianca alla Nidil, rivolta agli atipici. La Cisl invece ha dato vita alla Felsa, frutto dell’accorpamento di Alai (somministrati e atipici) e Clacs, che comprende lavoratori del commercio e dei servizi. Infine alla Uil è attivo da tempo il Cpo - Coordinamento per l’occupazione, che rappresenta il mondo degli atipici e dei professionisti.