Madri adottive iscritte alla Gestione separata, la diversità di trattamento è incostituzionale
Indennità di maternità per soli 3 mesi invece di 5: il Tribunale di Modena solleva la questione di legittimità. Il problema era stato segnalato ad Atipici.net dal comitato Pari maternità
20 ottobre 2011 È discriminatorio concedere solo tre mesi di indennità invece di cinque alle madri adottive iscritte alla Gestione separata dell’Inps. Lo ha stabilito il Tribunale di Modena sollevando la questione di legittimità sul caso, rimandandolo così alla Corte costituzionale che dovrà pronunciarsi in materia.
Alla decisione del Tribunale di Modena si è giunti grazie alla causa intentata da una mamma adottiva modenese, iscritta alla Gestione separata, a cui l’Inps ha liquidato solo tre mesi di maternità al posto dei cinque previsti per tutte le altre categorie di lavoratrici.
La problematica era stata segnalata al sito Atipici.net dal comitato Pari maternità, un gruppo di mamme adottive lavoratrici a Gestione separata riunite allo scopo di intraprendere azioni per ottenere l’eliminazione di questa discriminazione riguardante il periodo di maternità obbligatoria.
Sotto accusa il Testo unico in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità (decreto legislativo 151/01) in particolare art. 67 comma 2 e art. 64 comma 2). Nonostante la Finanziaria 2008 avesse esteso l’indennità a 5 mesi anche alle mamme adottive, di fatto libere professioniste, lavoratrici autonome, co.co.co e co.co.pro sono ancora escluse dall’equiparazione e l’Inps continua a riconoscere loro solo 3 mesi di maternità. La questione era stata sollevata a maggio 2010 anche dal senatore Francesco Ferrante in un’interrogazione parlamentare, ottenendo però una risposta negativa da parte del ministro Maurizio Sacconi lo scorso agosto.
Ora il Tribunale di Modena (ordinanza 5 ottobre) ha stabilito che tale disciplina determina una duplice disparità di trattamento: tra lavoratrici dipendenti e quelle autonome e tra madri biologiche e adottive. “Il diverso trattamento ai danni delle madri adottive ¿ stabilisce l’ordinanza - appare quindi anche irragionevole perché sfornito di qualsiasi giustificazione e realizza un sistema di protezione della maternità non adeguato in relazione alla categoria delle madri lavoratrici autonome che abbiano adottato un bambino”.
Un importante risultato per le lavoratrici del Comitato Pari maternità, che ora attendono la decisione della Corte costituzionale: “Le mamme adottive iscritte alla Gestione separata e i loro bambini - afferma il comitato - possono sperare di avere finalmente riconosciuti i loro diritti”.
Alla decisione del Tribunale di Modena si è giunti grazie alla causa intentata da una mamma adottiva modenese, iscritta alla Gestione separata, a cui l’Inps ha liquidato solo tre mesi di maternità al posto dei cinque previsti per tutte le altre categorie di lavoratrici.
La problematica era stata segnalata al sito Atipici.net dal comitato Pari maternità, un gruppo di mamme adottive lavoratrici a Gestione separata riunite allo scopo di intraprendere azioni per ottenere l’eliminazione di questa discriminazione riguardante il periodo di maternità obbligatoria.
Sotto accusa il Testo unico in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità (decreto legislativo 151/01) in particolare art. 67 comma 2 e art. 64 comma 2). Nonostante la Finanziaria 2008 avesse esteso l’indennità a 5 mesi anche alle mamme adottive, di fatto libere professioniste, lavoratrici autonome, co.co.co e co.co.pro sono ancora escluse dall’equiparazione e l’Inps continua a riconoscere loro solo 3 mesi di maternità. La questione era stata sollevata a maggio 2010 anche dal senatore Francesco Ferrante in un’interrogazione parlamentare, ottenendo però una risposta negativa da parte del ministro Maurizio Sacconi lo scorso agosto.
Ora il Tribunale di Modena (ordinanza 5 ottobre) ha stabilito che tale disciplina determina una duplice disparità di trattamento: tra lavoratrici dipendenti e quelle autonome e tra madri biologiche e adottive. “Il diverso trattamento ai danni delle madri adottive ¿ stabilisce l’ordinanza - appare quindi anche irragionevole perché sfornito di qualsiasi giustificazione e realizza un sistema di protezione della maternità non adeguato in relazione alla categoria delle madri lavoratrici autonome che abbiano adottato un bambino”.
Un importante risultato per le lavoratrici del Comitato Pari maternità, che ora attendono la decisione della Corte costituzionale: “Le mamme adottive iscritte alla Gestione separata e i loro bambini - afferma il comitato - possono sperare di avere finalmente riconosciuti i loro diritti”.

