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DALLA RETE - Normalisti a mille euro

Un’inchiesta di Repubblica dedicata ai laureati della Normale di Pisa, anch’essi alle prese con il precariato. L’eccellenza scientifica e culturale del Paese che non trova occupazioni stabili adeguate alle capacità

21 ottobre 2011 Umanisti con contratti a termine a mille euro al mese e scienziati costretti a cercare occupazione all’estero. Le difficoltà occupazionali e il precariato sono una realtà anche per i laureati alla Normale di Pisa, la prestigiosa scuola superiore da cui sono usciti in passato premi Nobel e presidenti della Repubblica.

Tra il 1980 e il 2001 la percentuale dei contratti a tempo indeterminato era pari al 65,3% per gli ex-allievi e al 71,3% per i dottorati. Ora la situazione è sensibilmente peggiorata: seguendo una logica legata al risparmio, i datori di lavoro considerano scomodi e difficilmente gestibili questi studenti straordinari e preferiscono assumere gente meno qualificata.Il risultato è un giacimento di intelligenza non valorizzato e in gran parte sprecato.

Il neo-direttore della Scuola Fabio Beltram ammette il problema: "Se lei mi chiede se lo Stato, dopo aver investito in maniera importante sulla Scuola, ne sfrutta al meglio i benefici le rispondo di no. Noi li formiamo benissimo e poi ce li ritroviamo a competere, dall'estero".

L’inchiesta è arricchita da testimonianze di ex allievi e una scheda sulla scuola di Pisa con numeri e risultati.