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DALLA STAMPA - Contratti a tempo determinato nel 70% delle assunzioni

Su “la Repubblica” un dossier dedicato a grandi imprese e disoccupazione. In aumento i licenziamenti

01 febbraio 2012 Si trasforma il lavoro all’interno della grande industria italiana sotto l’influenza della recessione. Sette dipendenti su dieci entrano in azienda come precari e altrettanti ne escono allo scadere dei contratti. Così in sei anni, dal 2005 al 2010, le imprese hanno perso l’8% dei lavoratori, con un aumento dei licenziamenti di più di un terzo, raggiungendo il 7,5%, con punte del 14,3% nel manifatturiero e del 18,4% nelle costruzioni. Ne parla “la Repubblica” nel dossier del 31 gennaio, analizzando i dati del focus Istat sui flussi occupazionali relativi alle aziende con più di 500 addetti. Il risultato è un turnover sempre più flessibile e dunque incerto. Tra i più colpiti gli operai, meno impiegati, funzionari e dirigenti.

L’ingresso con contratti flessibili, soprattutto a termine, è maggiormente diffuso nei servizi (73,6%), con un picco dell’87,2% nel commercio, ma anche nella ristorazione e alloggio (82,1%), mentre nell’industria si attesta al 68,1%. La scadenza del contratto a termine è la prima causa di cessazione del rapporto di lavoro (47,3%, in aumento dello 0,8% dal 2005). In calo di oltre il 15% le cessazioni spontanee, in crescita le cessazioni incentivate passate dal 9 al 12,1%.