Professionisti, artisti, lavoratori autonomi
Si definisce comunemente professionista il lavoratore autonomo che presta servizi, di norma, a carattere intellettuale, alle persone, alle imprese o ad altri professionisti. Ci sono talune attività che, pur con tali caratteristiche, vengono considerate attività d'impresa e non attività professionali. Per l'esercizio di alcune professioni è obbligatoria l'iscrizione in Albi Professionali presso i relativi Ordini o Collegi, ed è altresì obbligatoria l’iscrizione a Casse di Previdenza di categoria (è il caso, ad esempio, di medici, psicologi, ingegneri…).
I lavoratori autonomi che non hanno una Cassa previdenziale di categoria sono obbligati ad iscriversi all’INPS alla gestione separata. Dopo aver scelto il tipo di gestione contabile da adottare (contabilità semplificata o regimi agevolati) ed assolvere eventuali obblighi amministrativi, si procede con l’apertura della p. IVA. A tal fine occorre fare richiesta all’Agenzia delle Entrate utilizzando un modello prestampato (AA9/9 disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate); è possibile sia presentare il modello personalmente che per via telematica.
L’assegnazione del numero di p. IVA è gratuito ed immediato. Il passo successivo è la comunicazione alla Cassa di previdenza di categoria o, in mancanza, all’INPS (gestione separata), dell’avviamento dell’attività di lavoro autonomo o dell’attività libero-professionale.
Le Casse di previdenza di categoria comporta, di regola, una quota di contributi in misura fissa ed una quota che viene calcolata sull’imponibile fiscale. La gestione separata INPS non comporta il versamento di contributi previdenziali in misura fissa; i contributi previdenziali sono calcolati sul reddito previdenziale imponibile, in sede di dichiarazione dei redditi.
Il contratto
Una volta definita tra lavoratore e committente la consulenza o la prestazione d’opera, sebbene non sia obbligatoria la forma scritta, generalmente si procede alla compilazione di un contratto di prestazione d’opera scritto e firmato dalle parti.
Il contratto contiene, di norma, la descrizione sufficientemente dettagliata dell’opera o del servizio richiesti, i tempi di consegna da parte del committente dei materiali necessari alla progettazione e/o realizzazione; l’eventuale termine per la consegna del lavoro; il prezzo pattuito; i tempi e le modalità di pagamento; i termini e le modalità di un eventuale recesso.
Il contratto, tra l’altro, è l’unico riferimento oggettivo in un eventuale contenzioso.
La fattura
Per ogni prestazione di servizio è obbligatorio emettere, generalmente al momento dell’incasso, una fattura. La fattura è il documento che identifica l’oggetto dell’operazione effettuata ed i soggetti coinvolti, il valore dell’operazione e l’ammontare dell’IVA che chi emette la fattura dovrà versare allo Stato.
Deve essere emessa in duplice copia e contenere obbligatoriamente i seguenti elementi:
• data di emissione e numero progressivo;
• la denominazione di Fattura;
• numero di partita IVA e codice fiscale del soggetto che emette la fattura e del destinatario;
• natura, qualità e quantità dei servizi oggetto dell’operazione;
• base imponibile;
• aliquota e ammontare dell’imposta;
• eventuale ritenuta d’acconto.
La ritenuta d’acconto
La ritenuta d’acconto è una quota del compenso del professionista o lavoratore autonomo che non viene liquidata allo stesso ma viene versata all’Erario in acconto sulle imposte dovute sul reddito prodotto. L'aliquota ordinaria della ritenuta d'acconto è pari al 20% dell'imponibile.
Il versamento all'Erario della ritenuta d’acconto deve essere effettuato tramite il Modello F24 entro il 16mo giorno del mese successivo al pagamento della fattura (se il 16 è un festivo, la scadenza è prorogata al primo giorno lavorativo successivo).
Entro il 28 febbraio di ogni anno successivo, i committenti che hanno versato le ritenute devono inviare una certificazione al professionista o al lavoratore autonomo.
Nella certificazione devono essere indicati l'avvenuto pagamento dei compensi ed il versamento della trattenuta effettuata a titolo di ritenuta d’acconto.
I costi di gestione
Per i professionisti ed i lavoratori autonomi, aprire una partita IVA non comporta costi fissi, se non quelli legati all’assistenza contabile, fiscale e amministrativa.
I costi sostenuti per lo svolgimento dell’attività lavorativa, alcuni per intero, altri in misura diversa, vanno ad abbattere l’importo su cui vengono calcolate le imposte e i contributi previdenziali (imponibile fiscale e imponibile previdenziale), sono cioè deducibili.
Per i professionisti e per alcune categorie di lavoratori autonomi è possibile dedurre dal reddito alcune spese personali.
Determinazione del reddito
Il reddito è dato dalla differenza tra ammontare dei compensi percepiti e quello delle spese sostenute e deducibili nel periodo d'imposta, nell'esercizio dell'arte o professione.
Per i professionisti ed i lavoratori autonomi, alla determinazione del reddito si applica il principio cosiddetto di cassa, in base al quale concorrono alla formazione del reddito i compensi se percepiti (incassati) e le spese se effettivamente sostenute (pagate) nel periodo d'imposta.
Nel novero delle spese sostenute rientrano tutte le spese connesse con lo svolgimento dell’attività, oltre che i contributi previdenziali, i costi per l’iscrizione ad Ordini ed Albi professionali.
I lavoratori autonomi che non hanno una Cassa previdenziale di categoria sono obbligati ad iscriversi all’INPS alla gestione separata. Dopo aver scelto il tipo di gestione contabile da adottare (contabilità semplificata o regimi agevolati) ed assolvere eventuali obblighi amministrativi, si procede con l’apertura della p. IVA. A tal fine occorre fare richiesta all’Agenzia delle Entrate utilizzando un modello prestampato (AA9/9 disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate); è possibile sia presentare il modello personalmente che per via telematica.
L’assegnazione del numero di p. IVA è gratuito ed immediato. Il passo successivo è la comunicazione alla Cassa di previdenza di categoria o, in mancanza, all’INPS (gestione separata), dell’avviamento dell’attività di lavoro autonomo o dell’attività libero-professionale.
Le Casse di previdenza di categoria comporta, di regola, una quota di contributi in misura fissa ed una quota che viene calcolata sull’imponibile fiscale. La gestione separata INPS non comporta il versamento di contributi previdenziali in misura fissa; i contributi previdenziali sono calcolati sul reddito previdenziale imponibile, in sede di dichiarazione dei redditi.
Il contratto
Una volta definita tra lavoratore e committente la consulenza o la prestazione d’opera, sebbene non sia obbligatoria la forma scritta, generalmente si procede alla compilazione di un contratto di prestazione d’opera scritto e firmato dalle parti.
Il contratto contiene, di norma, la descrizione sufficientemente dettagliata dell’opera o del servizio richiesti, i tempi di consegna da parte del committente dei materiali necessari alla progettazione e/o realizzazione; l’eventuale termine per la consegna del lavoro; il prezzo pattuito; i tempi e le modalità di pagamento; i termini e le modalità di un eventuale recesso.
Il contratto, tra l’altro, è l’unico riferimento oggettivo in un eventuale contenzioso.
La fattura
Per ogni prestazione di servizio è obbligatorio emettere, generalmente al momento dell’incasso, una fattura. La fattura è il documento che identifica l’oggetto dell’operazione effettuata ed i soggetti coinvolti, il valore dell’operazione e l’ammontare dell’IVA che chi emette la fattura dovrà versare allo Stato.
Deve essere emessa in duplice copia e contenere obbligatoriamente i seguenti elementi:
• data di emissione e numero progressivo;
• la denominazione di Fattura;
• numero di partita IVA e codice fiscale del soggetto che emette la fattura e del destinatario;
• natura, qualità e quantità dei servizi oggetto dell’operazione;
• base imponibile;
• aliquota e ammontare dell’imposta;
• eventuale ritenuta d’acconto.
La ritenuta d’acconto
La ritenuta d’acconto è una quota del compenso del professionista o lavoratore autonomo che non viene liquidata allo stesso ma viene versata all’Erario in acconto sulle imposte dovute sul reddito prodotto. L'aliquota ordinaria della ritenuta d'acconto è pari al 20% dell'imponibile.
Il versamento all'Erario della ritenuta d’acconto deve essere effettuato tramite il Modello F24 entro il 16mo giorno del mese successivo al pagamento della fattura (se il 16 è un festivo, la scadenza è prorogata al primo giorno lavorativo successivo).
Entro il 28 febbraio di ogni anno successivo, i committenti che hanno versato le ritenute devono inviare una certificazione al professionista o al lavoratore autonomo.
Nella certificazione devono essere indicati l'avvenuto pagamento dei compensi ed il versamento della trattenuta effettuata a titolo di ritenuta d’acconto.
I costi di gestione
Per i professionisti ed i lavoratori autonomi, aprire una partita IVA non comporta costi fissi, se non quelli legati all’assistenza contabile, fiscale e amministrativa.
I costi sostenuti per lo svolgimento dell’attività lavorativa, alcuni per intero, altri in misura diversa, vanno ad abbattere l’importo su cui vengono calcolate le imposte e i contributi previdenziali (imponibile fiscale e imponibile previdenziale), sono cioè deducibili.
Per i professionisti e per alcune categorie di lavoratori autonomi è possibile dedurre dal reddito alcune spese personali.
Determinazione del reddito
Il reddito è dato dalla differenza tra ammontare dei compensi percepiti e quello delle spese sostenute e deducibili nel periodo d'imposta, nell'esercizio dell'arte o professione.
Per i professionisti ed i lavoratori autonomi, alla determinazione del reddito si applica il principio cosiddetto di cassa, in base al quale concorrono alla formazione del reddito i compensi se percepiti (incassati) e le spese se effettivamente sostenute (pagate) nel periodo d'imposta.
Nel novero delle spese sostenute rientrano tutte le spese connesse con lo svolgimento dell’attività, oltre che i contributi previdenziali, i costi per l’iscrizione ad Ordini ed Albi professionali.

