Curriculum atipico di un trentenne tipico, Fabrizio Buratto
Marsilio edizioni, 2007, pp. 128, 11 euro
Vuole essere un curriculum vitae diverso da tutti gli altri. Il cv di Fabrizio Buratto raccoglie le varie voci (nome, cognome, data di nascita…) senza lasciarle come dati asettici in fila, ma facendole dispiegare per prendere vita insieme a quelle altre voci che non compaiono normalmente nel curriculum (un incontro, un episodio, una giornata), pur essendo fondamentali alla conoscenza di una persona.
Con questa forma letteraria ibrida, intrisa di un’amara ironia come antidoto ad una situazione drammaticamente attuale, Buratto ci parla di una generazione che si sente ingannata a vari livelli.
Una generazione senza più santi né eroi, senza ideali forti e schiacciata da una situazione economico-sociale che non si lascia cambiare, nemmeno utopisticamente.
La prima generazione del dopoguerra ad avere una prospettiva di futuro molto meno rosea di quella dei suoi genitori.
Vuole essere un curriculum vitae diverso da tutti gli altri. Il cv di Fabrizio Buratto raccoglie le varie voci (nome, cognome, data di nascita…) senza lasciarle come dati asettici in fila, ma facendole dispiegare per prendere vita insieme a quelle altre voci che non compaiono normalmente nel curriculum (un incontro, un episodio, una giornata), pur essendo fondamentali alla conoscenza di una persona.
Con questa forma letteraria ibrida, intrisa di un’amara ironia come antidoto ad una situazione drammaticamente attuale, Buratto ci parla di una generazione che si sente ingannata a vari livelli.
Una generazione senza più santi né eroi, senza ideali forti e schiacciata da una situazione economico-sociale che non si lascia cambiare, nemmeno utopisticamente.
La prima generazione del dopoguerra ad avere una prospettiva di futuro molto meno rosea di quella dei suoi genitori.


