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Letture atipiche

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Diversamente occupati, di Arnald

Guerini e Associati Editore, 2009, pag. 126, euro 13,50

Tanto vale riderci sopra. Ironia, dettaglio spiazzante, la sana auto-terapia di chi è capace di sdrammatizzare una condizione esistenziale dove la possibilità di un progetto sconta la zavorra del precariato. “Diversamente occupati” mette insieme le vignette di Arnald apparse in questi anni sull’omonimo blog dipanando la corrosiva narrazione di un’Italia ferma, miope, sull’orlo del precipizio. Dove anche le risorse migliori vengono sistematicamente mortificate dalla vischiosità del sistema.

Un Paese dove sopravvive eroicamente una specie che si definisce per sottrazione, il precario: senza permessi e giorni di malattia, senza maternità e contributi per la pensione, senza straordinari e ferie pagate. Una specie vittima di una selezione darwiniana al contrario, perché indebolita ad arte e impossibilitata a progettare oltre il week end. Quindi, “professionalmente handicappata”, come suggerisce il titolo. In più, espropriata persino dell’appellativo “precario”, in nome di un’imperante cosmesi lessicale che suggerisce invece termini come “lavoratore flessibile” oppure “imprenditore di sé stesso”. Con la suggestione del progresso e delle trasformazioni anche per lavoratori sulla soglia dei cinquant’anni.