Generazione tradita. Gli adulti contro i giovani, di Pier Luigi Celli
“Figlio mio lascia questo Paese”, era il titolo della lettera aperta che Pier Luigi Celli, ex direttore della Rai e oggi a capo dell'Università Luiss, un anno fa aveva pubblicato in prima pagina de “la Repubblica” Un’amara provocazione in cui Celli invitava il figlio a lasciare l’Italia al termine degli studi per trovare lavoro all’estero, scatenando un acceso dibattito. Troppi, in Italia, gli ostacoli a una carriera fondata sul merito. “Una società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica”. Così Celli descriveva la società italiana nella lettera. Ora torna su quei temi con il saggio “Generazione tradita. Gli adulti contro i giovani”, ripercorrendo le polemiche provocate dalle sue parole.
Il tema è il futuro dei giovani e l’Italia di oggi, in cui, spiega, cultura e competenza sono requisiti trascurabili per accedere al mondo del lavoro e dove le aspirazioni di una generazione giovane vengono sacrificate a un sistema vecchio e malato. Pier Luigi Celli conduce con sguardo critico e impietoso un'indagine su sistemi educativi e intrighi della politica, debiti della vecchia generazione e la lotta degli adulti contro i giovani. Il direttore generale della Luiss analizza in modo approfondito, ma anche con ironia, le regole che governano il lavoro, quelle che ne determinano l’accesso e quelle che riguardano la formazione: gli studi e il sistema di trasmissione del sapere e del potere.


