Il lavoro non è una merce. Contro la flessibilità, di Luciano Gallino
Editori Laterza, 2007, euro 14
La politica dell’ultimo decennio ha sottovalutato la condizione del lavoro flessibile.
Da questa considerazione parte Luciano Gallino nella stesura del libro che fa luce sulle cause della flessibilità invitando le istituzioni a metterle al centro di una politica del lavoro globale.
Degli 8 milioni di italiani che hanno un lavoro instabile, quasi 6 milioni sono precari per legge (sotto contratto atipico), gli altri rappresentano il cosiddetto sommerso.
Come si è arrivati a queste cifre, perché le imprese chiedono la flessibilità del lavoro in misura sempre crescente, quali sono i costi umani che stiamo pagando e quali sarebbero i costi economici che il paese dovrebbe affrontare se si volesse coniugare l’instabilità dell’occupazione con la sicurezza del reddito, cosa ha a che fare tutto questo con la globalizzazione. Interrogativi ai quali l’autore dà una risposta passando in rassegna le molte facce e i tanti numeri della flessibilità.
La politica dell’ultimo decennio ha sottovalutato la condizione del lavoro flessibile.
Da questa considerazione parte Luciano Gallino nella stesura del libro che fa luce sulle cause della flessibilità invitando le istituzioni a metterle al centro di una politica del lavoro globale.
Degli 8 milioni di italiani che hanno un lavoro instabile, quasi 6 milioni sono precari per legge (sotto contratto atipico), gli altri rappresentano il cosiddetto sommerso.
Come si è arrivati a queste cifre, perché le imprese chiedono la flessibilità del lavoro in misura sempre crescente, quali sono i costi umani che stiamo pagando e quali sarebbero i costi economici che il paese dovrebbe affrontare se si volesse coniugare l’instabilità dell’occupazione con la sicurezza del reddito, cosa ha a che fare tutto questo con la globalizzazione. Interrogativi ai quali l’autore dà una risposta passando in rassegna le molte facce e i tanti numeri della flessibilità.


