La Repubblica degli Stagisti, di Eleonora Voltolina
Editori Laterza, 2010, pag. 200, euro 12
Altro che Quarto Stato, qui siamo al “Quinto”: 500mila stagisti “figliati” ogni anno in Italia, con migrazioni tra multinazionali e microimprese, ditte private ed enti pubblici, con tassi di riproduzione crescenti. Causa di uno slittamento non tanto lento, non tanto progressivo, sicuramente epocale (ma forse non inesorabile): da una Repubblica fondata sul lavoro ad un’altra fondata sullo stage. Uno stato in perenne anomalia dove è consentito far lavorare gratis, senza limiti di età, prorogando se del caso. Laddove, per esempio, in Francia, Belgio, Irlanda e Svizzera la norma impone un salario minimo. Un fenomeno che scavalca le generazioni, un sistema governato da regole che troppo spesso distribuiscono asimmetricamente pro e contro. Perché di frequente lo stage è a titolo gratuito, con la scusa di costituire una chiave di ingresso al mondo del lavoro (quando poi meno di un tirocinio su dieci si tramuta in contratto).
La giornalista Eleonora Voltolina, già direttore dell’omonimo sito e “vittima” di reiterati tirocini (5 in tutto), ha voluto esplorare e misurare da vicino questa “Repubblica degli Stagisti”, corredando il suo lavoro con un sottotitolo che è un vero e proprio manifesto di “resistenza”: come non farsi sfruttare. Tra esperienze dirette e normativa in vigore, virtuosi “case history” e trucchi per schivare abilmente le truffe e scappare da “AlcaStage”. Per scoprire le parabole di Olimpia, emigrata in Olanda per sfuggire all’ennesimo stage e della psicologa Martina, arruolata in un’agenzia di selezione del personale e trasformata in tutor della stagista successiva.
Altro che Quarto Stato, qui siamo al “Quinto”: 500mila stagisti “figliati” ogni anno in Italia, con migrazioni tra multinazionali e microimprese, ditte private ed enti pubblici, con tassi di riproduzione crescenti. Causa di uno slittamento non tanto lento, non tanto progressivo, sicuramente epocale (ma forse non inesorabile): da una Repubblica fondata sul lavoro ad un’altra fondata sullo stage. Uno stato in perenne anomalia dove è consentito far lavorare gratis, senza limiti di età, prorogando se del caso. Laddove, per esempio, in Francia, Belgio, Irlanda e Svizzera la norma impone un salario minimo. Un fenomeno che scavalca le generazioni, un sistema governato da regole che troppo spesso distribuiscono asimmetricamente pro e contro. Perché di frequente lo stage è a titolo gratuito, con la scusa di costituire una chiave di ingresso al mondo del lavoro (quando poi meno di un tirocinio su dieci si tramuta in contratto).
La giornalista Eleonora Voltolina, già direttore dell’omonimo sito e “vittima” di reiterati tirocini (5 in tutto), ha voluto esplorare e misurare da vicino questa “Repubblica degli Stagisti”, corredando il suo lavoro con un sottotitolo che è un vero e proprio manifesto di “resistenza”: come non farsi sfruttare. Tra esperienze dirette e normativa in vigore, virtuosi “case history” e trucchi per schivare abilmente le truffe e scappare da “AlcaStage”. Per scoprire le parabole di Olimpia, emigrata in Olanda per sfuggire all’ennesimo stage e della psicologa Martina, arruolata in un’agenzia di selezione del personale e trasformata in tutor della stagista successiva.


