San Precario lavora per noi. Gli impieghi temporanei in Italia, di Aris Accornero
Rizzoli, 2006, p. 192, euro 12,50
Lavoratori a progetto, ma senza progetti: chiedere un mutuo sembra un lusso, fare un figlio un privilegio. Sui posti di lavoro si alternano ormai impiegati a termine, operai temporanei, collaboratori atipici, ieri co.co.co. e oggi co.co.pro. Tutti hanno un impiego, ma per nessuno questo impiego è permanente. È il mondo del precariato.
Di questa piaga sociale Aris Accornero racconta l'altra faccia. Aggiornando la mappa del lavoro senza retorica né pregiudizi, descrive una realtà non rosea ma neanche drammatica. Scopriamo infatti che nel nostro Paese gli impieghi a tempo determinato sono meno diffusi che nella media europea, ma che al tempo stesso gli italiani temono l'insicurezza del posto più che negli altri Paesi.
Perché? Perché negli ultimi dieci anni i governi hanno introdotto tante novità, come le nuove modalità d'impiego, ma non hanno aggiornato il sistema della sicurezza sociale.
Eppure la fine del "posto fisso" è un evento epocale che comporta tragitti più discontinui, e va accompagnato con garanzie nuove.
Secondo Accornero, l'impiego temporaneo è accettabile se non diventa eterno, se non intrappola chi lavora. E chi si rende più flessibile deve semmai trarne qualche vantaggio, non rimetterci: la flessibilità è una risorsa, e da necessità può diventare opportunità.
Questa svolta nel mondo del lavoro non può essere affidata all'inventiva dei singoli, ma all'intera società.
Spetta infatti a governi, sindacati e imprenditori il compito di rimettere mano a quel sistema di tutele tante volte promesso e mai attuato.
Nell'attesa, caro San Precario, lavora per noi.
Lavoratori a progetto, ma senza progetti: chiedere un mutuo sembra un lusso, fare un figlio un privilegio. Sui posti di lavoro si alternano ormai impiegati a termine, operai temporanei, collaboratori atipici, ieri co.co.co. e oggi co.co.pro. Tutti hanno un impiego, ma per nessuno questo impiego è permanente. È il mondo del precariato.
Di questa piaga sociale Aris Accornero racconta l'altra faccia. Aggiornando la mappa del lavoro senza retorica né pregiudizi, descrive una realtà non rosea ma neanche drammatica. Scopriamo infatti che nel nostro Paese gli impieghi a tempo determinato sono meno diffusi che nella media europea, ma che al tempo stesso gli italiani temono l'insicurezza del posto più che negli altri Paesi.
Perché? Perché negli ultimi dieci anni i governi hanno introdotto tante novità, come le nuove modalità d'impiego, ma non hanno aggiornato il sistema della sicurezza sociale.
Eppure la fine del "posto fisso" è un evento epocale che comporta tragitti più discontinui, e va accompagnato con garanzie nuove.
Secondo Accornero, l'impiego temporaneo è accettabile se non diventa eterno, se non intrappola chi lavora. E chi si rende più flessibile deve semmai trarne qualche vantaggio, non rimetterci: la flessibilità è una risorsa, e da necessità può diventare opportunità.
Questa svolta nel mondo del lavoro non può essere affidata all'inventiva dei singoli, ma all'intera società.
Spetta infatti a governi, sindacati e imprenditori il compito di rimettere mano a quel sistema di tutele tante volte promesso e mai attuato.
Nell'attesa, caro San Precario, lavora per noi.


