“Tra imprese e lavoratori. Una ricerca sul lavoro non standard in Italia”, di Fabio Corbisiero, Maria Cristina Cimaglia e Roberto Rizza.
Ed. Bruno Mondadori, 2009, pagg. 190, 18 euro
Mille piccole e medie imprese e le storie professionali di cento lavoratori atipici di cinque città italiane in diversi settori produttivi. Questo il campione analizzato dalla ricerca realizzata tra il 2005 e il 2007 per l’Isfol sul tema del lavoro non standard, i cui risultati sono stati raccolti nel volume “Tra imprese e lavoratori”.
A condurre la ricerca è stata l’Associazione nuovi lavori, ente non profit di ricerca e sperimentazione sul nuovo mercato del lavoro che offre consulenza alle aziende, formazione, informazione e approfondimento.
Al centro dell’analisi, condotta da un punto di vista sociologico e anche giuridico, i rapporti tra imprese e occupati atipici, con una sempre maggiore polarizzazione tra il lavoratore standard e quello discontinuo. Un lavoratore che deve dimostrare, giorno dopo giorno, notevoli doti di mobilità e di adattamento. Vengono così esaminate la qualità delle reti di protezione sociale dei lavoratori discontinui, l’evoluzione della rappresentanza collettiva, gli aspetti del welfare.
Mille piccole e medie imprese e le storie professionali di cento lavoratori atipici di cinque città italiane in diversi settori produttivi. Questo il campione analizzato dalla ricerca realizzata tra il 2005 e il 2007 per l’Isfol sul tema del lavoro non standard, i cui risultati sono stati raccolti nel volume “Tra imprese e lavoratori”.
A condurre la ricerca è stata l’Associazione nuovi lavori, ente non profit di ricerca e sperimentazione sul nuovo mercato del lavoro che offre consulenza alle aziende, formazione, informazione e approfondimento.
Al centro dell’analisi, condotta da un punto di vista sociologico e anche giuridico, i rapporti tra imprese e occupati atipici, con una sempre maggiore polarizzazione tra il lavoratore standard e quello discontinuo. Un lavoratore che deve dimostrare, giorno dopo giorno, notevoli doti di mobilità e di adattamento. Vengono così esaminate la qualità delle reti di protezione sociale dei lavoratori discontinui, l’evoluzione della rappresentanza collettiva, gli aspetti del welfare.


